Dietro il mirino: il tracciatore, l’architetto dei Mondiali di Compak Sporting

Raccogli José, tracciatore ufficiale 22nd World Championship di Compak Sporting – TAV San Martino

Nei Mondiali di Compak Sporting, gli occhi del pubblico sono puntati sui tiratori. Ogni gesto, ogni colpo, ogni piattello frantumato racconta una storia di riflessi, concentrazione e sangue freddo. Ma dietro lo spettacolo visibile c’è un protagonista silenzioso, senza il quale nessuna gara sarebbe possibile: il tracciatore.

L’arte di far volare un piattello

Il tracciatore — in gergo internazionale course setter — è il progettista del campo di tiro. È colui che decide dove posizionare le macchine, da che direzione arriveranno i piattelli, con quale velocità e angolazione.
In pratica, costruisce la “scenografia” su cui si muoveranno i tiratori, definendo il ritmo e la difficoltà della competizione.

Ogni lancio nasce da una scelta precisa: un piattello radente che taglia l’erba, un altro che sale e sparisce nel cielo, un incrocio rapidissimo che costringe all’istinto. Tutto è studiato.
E quando il campo è pronto, il risultato deve essere equilibrato: mai banale, ma nemmeno impossibile. Una sfida degna di un mondiale.

Tra tecnica e psicologia

Disegnare un percorso di Compak Sporting non significa solo regolare macchine e cronometri. È una questione di sensibilità sportiva.
Un buon tracciatore sa che il tiro a volo è anche psicologia: alterna momenti di fiducia a passaggi più insidiosi, creando un ritmo che mette alla prova concentrazione e nervi saldi.

Ogni campo, in fondo, racconta qualcosa del suo autore. C’è chi predilige i lanci tesi e veloci, chi lavora su traiettorie ampie e ingannevoli. Gli atleti, spesso, riconoscono “la firma” del tracciatore già dopo i primi piattelli.

Il lavoro dietro le quinte

Per un Mondiale, la preparazione inizia molto prima dell’arrivo delle squadre.
Il tracciatore studia il terreno, valuta la luce, il vento, lo sfondo visivo. Poi inizia la messa a punto: test, regolazioni, omologazioni secondo gli standard FITASC (la Federazione Internazionale di Tiro con Armi Sportive da Caccia).
Ogni modifica è calibrata al centimetro, perché un piattello che parte un metro più in alto o con due gradi di differenza può cambiare il senso dell’intero campo.

Dietro ogni gara riuscita c’è quindi un lavoro meticoloso, quasi invisibile, che unisce competenza tecnica e creatività. Non a caso, molti tracciatori sono ex tiratori di alto livello, capaci di interpretare il campo con la stessa sensibilità di chi lo affronta.

Un mestiere di esperienza e passione

Fare il tracciatore non è un semplice mestiere: è una vocazione.
Servono anni di esperienza, conoscenza delle regole internazionali, comprensione della balistica e un occhio attento alla sicurezza.
Ma soprattutto serve passione, quella che spinge a immaginare un percorso non solo per far gareggiare gli atleti, ma per raccontare una storia di tiro, di vento e di precisione.

Da sinistra a destra, Jose Manuel Jimenez Perea, Alberto Pacassoni
Da sinistra a destra, Alberto Pacassoni (responsabile tecnico TAV San Martino, organizzatore del Mondiale), Jose Manuel Jimenez Perea (Tracciatore 22nd Mondiale Compak Sporting), Riccardo Monzoni (Consulente Tecnico, webmaster e supporto organizzazione mondiale)

Il regista invisibile del Mondiale

Durante una finale mondiale, quando il pubblico applaude un colpo perfetto o trattiene il fiato su un errore clamoroso, pochi pensano a chi ha ideato quel lancio.
Eppure, in ogni piattello che vola c’è la mano del tracciatore, il regista invisibile di uno spettacolo che unisce sport, tecnica e arte.
Senza di lui, il Compak Sporting perderebbe la sua anima più autentica: quella sfida tra uomo, piattello e ingegno.

Per questo ci teniamo a ringraziare in modo particolare il Sig. Jose Manuel Jimenez Perea, che sarà il tracciatore ufficiale per il 22nd World Championship di Compak Sporting, che si terrà presso il TAV San Martino dal 19 al 23 agosto 2026.

Vi aspettiamo numerosi!